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Profilo biografico

Aurora Manfredi è nata e cresciuta in lucchesia. Un'innata passione
per i colori la conduce a frequentare i corsi del Liceo Artistico,
dove si diploma. Dipinge da oltre venti anni e oggi ha raggiunto il
limite dell'orizzonte paesaggistico: un passo più in là e saremo in
piena astrazione. Spesso i suoi dipinti sono parte di una orografia
interiore. Il tasso creativo di Aurora Manfredi è piuttosto alto e
sempre legato a fattori emozionali e di evinzione nei confronti del
circostante. In pratica, anche per carattere, non è la pittrice
delle opere fatte in serie e questo contribuisce a
contraddistinguere i suoi dipinti.
Gli occhi dell'anima
Gli artisti dipingono con gli occhi, la mente e il cuore. Dipingere è
sempre un celebrare qualcosa, e avere un appagamento estetico e
spesso anche emozionale. Un bel dipinto quindi, nutre vista,
pensiero e cuore. E qui restiamo nei confini, nei limiti dell’umano.
Ma nell’uomo c’è anche qualcosa d’altro, qualcosa
di più del tangibile e dell’emotivo: c’è l’Anima. L’Anima che,
evitando di addentrarci in temi di religiosità, è l’essenza e la
sublimazione dell’uomo. Ebbene, certi dipinti, per non dire quasi
tutti, di Aurora Manfredi mi hanno fatto pensare, ed è la prima
volta, ad una ispirazione che viene direttamente dall’anima: la
Manfredi guarda e propone con gli occhi dell’anima. Ed ecco quindi
lo smaterializzarsi delle cose, soggetti che magicamente si disfano
senza decomporsi: un’evocazione pura, appena visibile, appena
palpabile. E’ troppo “ umana” la materia per Aurora Manfredi, e
allora lei la filtra, esegue un processo di rarefazione
infinitesimale e assoluto, spiritualizza il materico. E’ un
espressionismo sui generis il suo, niente a che vedere con la
ricerca emozionale esasperata di tanti interpreti di questa forma di
arte figurativa: lei non cerca e non vuole una platealità
d’espressione. Qui siamo oltre e al di sopra dell’emozionalità
corporea, sentimentale e anche mentale: 
Una luce crepuscolare accende sulla tela quella che è una «visione
interiore», di luoghi, cose, fatti, sempre palpitanti nell’anima come lo
sono i sogni e le illusioni. La pittura, per Aurora Manfredi, è un viaggio
nella memoria, un concerto di liquide emozioni, che assumono la forma e la
consistenza del colore, nel segreto riproporsi di un incantesimo antico come
gli uomini. Quanto vibra, alle fondamenta dell’immagine, con moto
sussultorio, è un respiro affannoso che intende partecipare, sottovoce,
verità a lungo taciute e lirici abbandoni. Quelli che indoviniamo abitare
Aurora ogni volta che si trova davanti al cavalletto, nella magica
solitudine di momenti un tempo, forse, solo vagheggiati.
Giovanni
Faccenda
Tre sue
opere si trovano nella Galleria d'Arte Contemporanea Chateau des
Réaux in Francia di proprietà del poeta ucraino Yehen Yukhnytsya.
Belle
gambe con collant velato
Belle
gambe con tacchi a spillo
Passeggiata
nel bosco
Le opere dell'artista Aurora Manfredi non sono un confronto speculare
della realtà, ma una relazione
allusiva a luoghi interiori, che
divengono il punto da cui si genera la volontà di scartare soluzioni
troppo rappresentative a favore di evanescenti trame autosignificanti,
che si definiscono sul piano concreto ed oggettivo della superficie
pittorica, la quale si rivela come forma e contenuto, tramite una
tecnica libera, quasi espressionista, ma legata ad una matrice dal
deciso sapore romantico. Il quadro diventa oggetto nel quale emerge in
maniera significante la voglia di rendere visibili spazi e atmosfere
come dimore delle emozioni, luoghi da cui hanno origine i sentimenti, ma
anche l’impeto creativo fatto di forza puramente emozionale, capace di
tradurre la realtà visiva in una sorta di realtà emotiva.
Nei dipinti della Manfredi lo spazio si muove e libera se stesso dentro
a turbinanti ed evanescenti vortici tendenti a risucchiare il fruitore e
dove i moti dell’animo, come in una centrifuga, si mischiano a quelli
dell’artefice mentre l’atto creativo si traduce in atto ri-creativo. |
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