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L’attività artistica
di Valentino Genitrini dovrà poi conciliarsi con l’impegno professionale che mantiene dal 1991 nel settore del marketing pubblicitario. Questo lavoro consente a Valentino di approfondire le problematiche connesse agli slogan pubblicitari, e alla documentazione tecnico – commerciale, meeting e stand, dandogli così modo, di collegare l’arte ad aspetti industriali. Altri contatti con situazioni artistiche locali consentono a Valentino di cimentarsi in modo sempre più convinto nell’alimentare la sua fondamentale esigenza di recupero della “maniera” nel segno e nel colore. Recentemente è convogliato a nozze con la moglie Mara, che presto darà alla luce il primo figlio, pervenendone stimoli fortemente motivanti, che lo inducono ad esprimere emozioni e sensazioni di una nuova stagione di vita, da tradurre in segno e colore. Commento
biografico
 di
Franco
Bulfarini
Quando ebbi occasione di presentare Valentino Genitrini, a Viadana presso la galleria d’Arte Bedoli, rilevai come fosse connaturato in questo artista l’esprimersi con linguaggio tecnico forbito, ricercato e mai banale, anzi colto; un linguaggio sul quale certamente debbono aver inciso l’attenta formazione scolastica, ma ancor più, a mio avviso, almeno sul piano emotivo, gli insegnamenti del padre, deceduto prematuramente. Una perdita mai completamente riassorbita, almeno fino ad oggi, dove mi pare emergano i germi di una nuova stagione, di cui solo fra qualche anno avremo completo riscontro. Questa dolorosa perdita lasciò quindi profonde tracce emotive nel giovane Genitrini, acuendone la sensibilità già naturalmente presente a livello istintuale.
Valentino ci presenta una pittura, visionaria e fantastica ed allo stesso tempo ricca di richiami storici, dove trova spazio anche la mitologia. Il tutto espresso con pervadenti ed al contempo significanti riflessioni sociali, cui le pulsioni interiori conducono. Nulla viene banalizzato o reso icona fine a se stessa. Ogni opera compie un proprio unitario percorso e diviene parte centrale di un complesso concatenarsi di idee. L’artista si esprime mantenendosi sul piano formale, in una lineare ed illuminata visionarietà. Il procedimento iconografico in relazione alla costruzione dell’immagine è accurato, configurandosi in un graduale divenire di profonde riflessioni, che trovano avallo visivo appagante, grazie all’acutezza del percorso segnico, che si rafforza nella ricerca del dettaglio, nella cura attenta e ben controllata del particolare.
Si afferma in Valentino il senso di una genuina capacità di tradurre segni in immagini e queste ultime in un personale inconfondibile e convincente stilema.
Il suo è un mondo onirico, profondamente sentito, sotteso e proteso al contempo a far emergere emozioni interiori, forti ed autentiche; pulsioni quasi incontenibili che l’artista lascia riemergere per poi con raziocinio tecnico ricomporre e plasmare, in una convincente, ben strutturata ed armoniosa visione.
Il mito è spesso presente è sotteso anche nei personaggi della realtà contadina, che egli di frequente descrive, ed il segno già bastevole all’opera trova nuova linfa e summa creativa, quando entra in scena il dettato cromatico, reso con pastelli e matita grassa, o ad olio su tela o tavola. Se per la parte legata al segno ove prevale una stesura quasi monocroma, l’artista pare richiamare o far pensare in modo esplicito a Picasso, soprattutto per il primitivismo cubista; quando emerge la priorità del colore, questo almeno nella prima maniera dell’artista, legata alla forma, ci induce al ricordo dei siciliani: Migneco e Guttuso. Nel commento alla mostra di Viadana parlai del volto del “Vendemmiatore”, una delle sue opere più intense, che: “ segnato, scavato nella fatica, mantiene intatta la fierezza e l’orgoglio del giusto, che si riscatta nel lavoro”, ed anche parlai de “Il ritorno”, dove: “un contadino sostiene una falce, in posizione eretta, come Ercole al ritorno dalle sue ‘fatiche’, sente in se l’orgoglio del vincente”.
L’uomo di Genitrini si nobilita nel lavoro, che sente un dovere morale, perché alto è il senso di appartenenza ad una comunità. Genitrini descrive e proclama la dignità dell’uomo che si afferma nell’identità sociale, che lo rende importante nel microcosmo famigliare e civile.
Il primo Genitrini ci racconta istanze del mondo contadino che l’artista dimostra di conoscere avendone ben recepito il senso profondo quei valori genuini che individuano nel soddisfacimento di bisogni semplici, per non dire essenziali, la vera fonte di gratificazione, le uniche certezze. L’odierno Genitrini non disdegna sempre più frequenti incursioni nella materia del colore, che distende ricca di pigmento ed anche di tracce, avvalorate sia nella tecnica del pastello che nei momenti più intensamente cromatici dell’olio a tecnica mista. Genitrini conduce l’osservatore nella lettura di codici personali, cosa che appare con buona evidenza nei “GIOCATORI DI CARTE”, opera del 1997 , dove la necessità del primo piano, impone il taglio dei volti, resi maschere nel dramma esistenziale. Le opere recenti se qualche volta lanciano ponti col passato, in altre occasioni paiono discostarsene, quasi a proporre un rinnovamento stilistico. Valentino sembra intenzionato ad aprire un nuovo percorso, ma per questo deve affrancarsi dal precedente, operazione non semplice e non priva di traumi e ripensamenti. Ecco che sempre più spesso ci spiazza con incredibili esplorazioni della materia colore, ove la strada all’informale è nettamente tracciata e ci pare quella inoppugnabile dell’espressionismo astratto.
Colori resi allo stato puro ed istintuale, frammisti a colle ed altri elementi di dettato alchemico, ci svelano un nuovo Genitrini ed anche nuove energie creative, che vedono la luce in un fragore di forme, quasi una perturbazione che traccia nuovi solchi certamente più energici e determinati, tesi a segnare quella che potremmo definire un’idiosincrasia col passato per affermare la nuova impronta. Genitrini ci indica certamente un’intenzione, un forte pronunciamento di rinnovamento interiore. La ricchezza del pastello, l’elastica resa dell’olio e della tecnica mista, determinano il recupero di stati di intima interiorità, che diventano altrettante esplosioni sulla tela, descrivono tutta la meraviglia per il mondo, abbandonano le malinconie i drammi, senza tuttavia rinunciare a produrre nuovi enigmi, questa volta celati nel colore fiammante della sua ultima maniera.
La sua rimane comunque in entrambi i modi e tanto col disegno che con la pittura, una riflessione sulla condizione umana. Valentino nelle ultime opere è certamente più disinvolto, anche più ottimista, ove nella scontata sofferenza dell’esistere, fa comparire l’accettazione del mondo. Non gli pare più indispensabile far ricorso all’eroismo indotto dall’umana condizione esistenziale, poiché afferma la padronanza l’uomo che può scegliere il proprio destino perseguendolo, con la volontà dell’azione, una nuova consapevolezza dunque, ed una nuova forza, che sono certo si stiano consolidando nell’artista in quella che potrei definire la fase della maturità emotiva e di converso artistica.
Anna
Maria Guarnieri Opere Tecnica di pittura
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